Archivio per Aprile 14, 2007
Gals
Un ottimo shoyo manga: “Gals!” è nato dalla fantastica mente di Mihona Fuji, poi hanno fatto pure l’anime intitolato “SuperGals!” e parla di una ragazzina di nome Ran Kotobuki e di sue due amiche Aya e Miyu.. Il suo scopo è quello di diventare la Gal numero uno del suo quartiere Shibuya, e per farlo dovrà combattere contro altre Gals!
Ora arriviamo al dunque: la parola “Gal” deriva da una storpiatura dell’inglese “girl”, infatti significa “ragazza“. Ma le Gals non sono ragazze normali, sono particolarmente attaccate alla moda e la seguono assiduamente. Le troviamo a Tokyo principalmente in tre grandi quartieri: Shibuya, Ikebukuro, Harajuku. Esistono vari tipi di Gals, elenco i più comuni:
- Ganjiro:
ovvero ragazze con una carnagione chiara (si fanno a volte qualche lampada), trucco normale, parruche e si tingono i capelli di biondo o castano chiaro ma non è un obbligo.
- Ganguro:
(faccia nera)Hanno la carnagione scurissima dovuta dalle miriadi di lampade fatte, capelli assolutamente tinti (biondo chiarissimo), rossetto bianco e occhi truccatissimi con ombretto bianco e quintali di mascara!!
- Lolita:
da cui deriva la famosa “sindrome lolita”, sono ragazze il cui atteggiamento è molto bambinesco, si vestono con colori chiari come il rosa o l’azzurro. Girano con in mano bambolotti o orsacchiotti, piene di fiocchetti e con spesso parrucche bionde a boccoli..
- Gothic Lolita:
ragazze Dark, ascoltano musica Rock Metal, il loro colore è il nero. La loro carnagione è molto chiara e si vestono con vestiti dell’epoca Vittoriana, pieni di pizzo e croci al collo anche loro truccatissime!!
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Tokyo
Tokyo è una delle più grandi città del mondo,è il centro della politica,economia,cultura,trasporti e altre attività del Giappone.I principali corpi dello Stato com il Parlamento e la Corte Suprema,si trovano lì così come il quartiere generale delle principali società ed organizzazioni nonchè musei.
Cosa vedere a Tokyo
- Il palazzo imperiale
e Akasaka
: - Ginza e Shiba (la stazione di Ginza,il teatro Kabukiza,la Tokyo Tower
…)
- Harajuku e Aoyama dove c ‘ la sede della NHK radio e televisione giappo …
- Akasu e Ueno con la stazione metrolipolitana,il parco Ueno,il Museo Nazionale di Tokyo….
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Calendario giapponese
Il calendario giapponese, noto anche come calendario Wareki, funziona esattamente come quello gregoriano, ad eccezione di anno ed era, che sono diversi.Il calendario giapponese riconosce un’era per ciascun regno di un imperatore. L’era corrente è l’era Heisei , iniziata nell’anno 1989 del calendario gregoriano. Il nome dell’era viene in genere visualizzato primadell’anno. L’anno 2001 del calendario gregoriano, ad esempio, corrisponde all’anno 13 del calendario giapponese. Il primo anno di un’era, inoltre, viene denominato gannen . Pertanto,l’anno 1989 del calendario gregoriano era l’anno del calendario giapponese.L’attuale imperatore Akihito è salito al trono l’8 gennaio del 1989, che è diventato il primo anno d’Heisei. Dunque il 2007 è l’anno Heisei 18.L’era precedente è stata Showa durante il regno dell’imperatore Hirohito . Poiché Hirohito morí il 7 gennaio 1989, i primi sette giorni del 1989 appartengono all’anno Showa 64 e anche all’Heisei.Sebbene il calendario giapponese sia stato trasformato da lunare a solare nell’anno 6 (1873 del calendario gregoriano), questa implementazione si basa solo sul calendario solare.Gli anni bisestili del calendario giapponese corrispondono agli anni bisestili del calendario gregoriano. Nel calendario gregoriano viene definito anno bisestile l’anno gregoriano divisibile esattamente per quattro, eccetto quando è divisibile per 100; tuttavia, gli anni gregoriani divisibili per 400 sono anni bisestili. Un anno normale comprende 365 giorni, mentre un anno bisestile è composto da 366 giorni.
Il calendario giapponese è formato da 12 mesi, costituiti ciascuno da un minimo di 28 a un massimo di 31 giorni.il mese che equivale a febbraio nel calendario gregoriano, conta 29 giorni negli anni bisestili e 28 negli anni non bisestili.
La data 1 gennaio 2001 d.C. nel calendario gregoriano corrisponde al primo giorno del mese di dell’anno 13 nel calendario giapponese.
Dal 1 gennaio 1873 in Giappone si usa il Calendario gregoriano. Prima del 1873 era in uso un calendario lunisolare adattato dal Calendario cinese.
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Ashi Tsubo
Ashi Tsubo sono i numerosi punti sulla pianta del piede che corrispondo ognuno ad un particolare organo del nostro corpo dunque cosa c’è di meglio di una speciale “ciab
atta” con tanto di gommini????bhe nn saprei ma in Giappone sembrano essere molto cool!!:)
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Randoseru
Vi chiederete:cos è un Randoseru?Ebbene non è che altro che una semplica ma pratica cartella che gli studenti delle scuole elementari utilizzano in Giappone,solitamente nera per i maschietti e rossa per le femminucce !!!! KAwaii![]()
2 commenti Aprile 14, 2007
Kaguyahime
C’era una volta un vecchio tagliabambù.Un giorno il vecchi trovò un pezzo di bambù che luccicava.e quando lo tagliò ne venne fuori ua bella bambina.La bambina venne chimata Kaguyahime e divenne una bambina bellissima la cui fama arrivò fino alla capitale.Cinque giovani di nobile famiglia vennedero dalla capitale a chiederla in sposa.Kaguyahime fece ad ognuno di loro delle richieste diffcili,promettendo che avrebbe sposato chi fosse riuscito a soddisfarle.Le richieste eranoa rude:per esempio la giovane aveva chiesto di rubare il gioiello di cinque colori appeso al collo del drago e nessuno dei noboili riuscì nell’impresa.Nel frattempo Kaguyahime prese a piangere ogni notte al chiaro di luna perchè era in una notte di plenilunio che sarebbero venuti a rpenderla per riportarla al mondo della luna.Quando seppero che doveva tornare sulla luna,il vecchio e la vecchia chiesero all’imperatore di mandare i soldati a sorvegliare la casa,ma la notte in cui i messaggeri arrivarono la luna era così luminosa che tutti i messaggeri rimasero paralizzati.Kaguyahime,triste di doversi separare dal vecchio e dalla vecchia,dovette tornare sulla luna.
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La fiaba di Momotaro(il bambino pesca)
Nella contrada di Sagami vivevano una volta una coppia di anziani. Il vecchio faceva di mestiere il boscaiolo e passava le giornate intento a lavorare mentre la vecchia si occupava della casa come di consueto per una donna. Un giorno in cui quest’ultima se ne stava in riva al fiume a lavare i panni, la sua attenzione viene catturata da qualcosa che passò davanti a lei trascinato dalla corrente. Guardando meglio vide che era una bellissima pesca e poichè sapeva che il marito ne andava ghiotto, pensò subito di prenderla. Abbandonati momentaneamente i panni la inseguì lungo la riva e con l’aiuto di una canna di bambù riuscì infine a portarla a sè. La donna fu molto felice di essere riuscita a prendere il frutto e subito la portò a casa dal marito per fargliene dono. Una volta a casa i due anziani rimasero a lungo a contemplare il bellissimo frutto e a loro memoria non ricordavano di averne mai visto uno così bello. Alla fine (naturalmente) decisero di mangiarla metà per uno ma quando la tagliarono videro con enorme sorpresa e sbigottimento che dal nocciolo uscì un bellissimo fanciullo. Dopo lo stupore iniziale cominciarono a pensare che questo per loro doveva essere un dono del cielo visto che non avevano figli così senza pensarci due volte decisero di tenerlo come se fosse loro e per ricordare la sua origine lo chiamarono Momotaro che significa appunto “il primogenito della pesca”. Da quel giorno i due anziani non si risparmiarono niente per non far mancare nulla al loro figliolo ed in breve tempo crebbe diventando ogni giorno più forte ed intelligente e dando molte soddisfazione ai genitori adottivi che passavano ogni dì a ringraziare il cielo per aver trovato quel frutto meraviglioso nel fiume che gli aveva regalato il figlio tanto desiderato. A qualche giorno di cammino e navigazione da dove abitavano i due vecchi si trovava un’isola chiamata Onigachima del quale si diceva vi abitassero degli esseri soprannaturali che possedevano grandi ricchezze. Momotaro, cosciente della povertà dei suoi genitori e di tutto Sagami, cominciò a pensare di impadronirsi del tesoro dell’isola e quando finalmente (una volta cresciuto) si decise ad intraprendere quest’avventura, i suoi vecchi lo appoggiarono dandogli tutto l’aiuto possibile e preparandogli il necessario per il viaggio. Un mattino, all’alba, Momotaro prese congedo dai suoi genitori e dopo averli salutati affettuosamente andò incontro al suo destino. Durante il cammino Momotaro incontra un cane che gli domanda cosa portasse nella sua bisaccia. -Dei dango fatti da mia madre- rispose il ragazzo, -con il miglior miglio del Giappone-. Allora il cane gli rispose -Se me ne darai uno, ti accompagnerò nel tuo viaggio-. Il ragazzo accettò senza problemi e così si fece un compagno di viaggio. In modo analogo al cane, Momotaro incontrò anche una scimma prima e un fagiano di monte poi, i quali entrambi gli chiesero un dango in cambio del favore di accompagnarlo nel viaggio, e l’animo gentile di Momotaro lo fece accettare senza problemi, tanto più che era contento di avere sempre più compagnia. Continuando il suo cammino, ad un certo momento ebbe un’altra graditissima sorpresa, infatti sentì un rumore dietro di lui, e quando si girò per vedere cosa stesse accadendo, si accorse che il cane , la scimmia e il fagiano si erano trasformati in robusti e forti guerrieri che dichiararono di essere stati colpiti dalla sua gentilezza e generosità e da quel momento in poi sarebbero sempre restati al suo servizio. Arrivati finalmente sulla riva del mare si imbarcarono e navigarono per un paio di giorni fino a quando non giunsero sull’isola Onigachima. Il castello era in cima ad un’alta rupe e la loro prima fatica fù proprio quella di arrampicarsi per raggiungere la dimora di quegli esseri soprannaturali (orchi).
Arrivati alle porte del castello, i tre guerrieri azionarono gli argani e fecero scendere il ponte elevatoio che appena abbassato scoprì una considerevole quantità di guardie che attaccarono subito Momotaro e i suoi compagni ma furono quest’ultimi ad avere la meglio e a raggiungere la zona centrale del palazzo dove era la sala del consiglio degli orchi. Qui si ergeva minaccioso il signore del castello, il terribile Akandoji il quale possedeva una mazza di ferro molto famosa perchè in grado di uccidere un uomo con un solo colpo. Momotaro decise di affrontarlo di persona e lo scontro iniziale lo vide specialmente schivare la pericolosissima arma contundente. Tutto questo fino a quando non riuscì a far cadere la mazza ad Akandoji e a battersi corpo a corpo con lui e a questo punto la forza di Momotaro ebbe la meglio. Contemporaneamente i tre guerrieri del giovane ragazzo nato dalla pesca avevano sconfitto gli altri orchi e si apprestavano a legarli quando il loro capo, ammirando il loro coraggio e abilità di combattimento fece atto di sottomissione a Momotaro dicendo che avrebbe potuto chiedergli tutto quello che voleva se lo avesse liberato. Il ragazzo lo accontentò e dietro sua richiesta Akandoji gli consegnò tutti i forzieri del castello che contenevano un valore e una quantità immane di gioielli, oro e pietre preziose.
Dopo che i tre guerrieri caricarono la barca con la quale erano venuti, Momotaro spiegò il motivo per cui aveva deciso di avventurarsi in questa impresa agli orchi, che sentita la storia compresero ancora meglio la sua grande nobiltà d’animo. Rischiare la vita per il bene di tutto il suo povero villaggio fece dare ancora più volentieri il loro tesoro .
Ritornati a Sagami, la gente li aspettava per festeggiarli tanto erano sicuri del loro successo, compresi i genitori di Momotaro. Quest’ultimo però volle fare sapere a tutti che senza i suoi tre amici non sarebbe mai riuscito nell’impresa e per questo li pregò di restare a vivere con lui e godersi la loro gloria e ricchezza. Per le sue grandi capacità e gesta, Momotaro divenne il signore di quella contrada e governò con saggezza e giustizia i suoi uomini dandogli sempre prosperità, infatti Sagami divenne per questo famoso in tutto il Giappone. Per una volta la ricchezza non aveva provocato lotte e invidie, e Momotaro, il primogenito della pesca, visse a lungo stimato e felice.
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