Archivio per Aprile 6, 2007
Cosplayer che passioneeeee!!!!
Il cosplay è una sottocultura Giapponese incentrata attorno al vestirsi come i personaggi di manga, anime e videogiochi, e, meno comunemente, di film, telefilm o artisti J-Pop e J-Rock (musica pop e rock giapponesi).Il termine è una contrazione delle parole inglesi cos (abbreviazione di “costume”) e play (“giocare”), che descrivono accuratamente l’hobby di divertirsi vestendosi come il proprio personaggio preferito.Una piccola nicchia in questo campo è costituita dai dollers, il termine che indica un attore dilettante di kigurumi. Questi cosplayer indossano maschere (che li fa definire in giapponese anche animegao, ovvero “faccia da anime”) e una calzamaglia completa per trasformarsi completamente nel loro personaggio. Un’altra nicchia è quella dei cross-players, da “cross-dressing” e “cosplayer”: si tratta di coloro che abitualmente realizzano cosplay di personaggi del sesso opposto rispetto al loro.Le migliori cosplayers giapponesi si possono trovare ogni domenica ad Harajuku, quartiere di Tokyo, dove decine di ragazze si incontrano per mostrare i propri vestiti ai turisti incuriositi e ai fotografi.
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Giochi giapponesi
Alcuni dei giochi più famosi in Giappone sono il Pachinko che consiste nel far cadere delle palline d’acciaio di undici millimetri di diametro nei buchi di un tabellone inserito in una scatola.Quando una pallina cade nel buco si vincono altre palline.Un altro passatempo giapponese è il Karaoke,esistono moltio karaoke box in cui si cantano canzoni con una musica di accompagnamento seguendo i sottotitoli proiettati nello schermo!!!![]()
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Particolarità del Kabuki
Un’altra importante caratteristica è il fatto che il kabuki ha riunito in sé tutte le forme precedenti del teatro giapponese. Tra le arti tradizionali da cui ha tratto le proprie tecniche sceniche e il proprio repertorio, in primo piano vi sono il teatro nou e il kyougen.
Oggi il numero dei giapponesi che ama il nou è di gran lunga inferiore a quello di coloro che prediligono il kabuki, anche se va tenuto presente che la maggior parte del repertorio del kabuki che gode di vasta popolarità è tratto o ispirato a drammi nou.
Un altro genere teatrale cui il kabuki si è ispirato è il teatro delle marionette (bunraku), il cui sviluppo è parallelo al primo kabuki. Poiché però nel kabuki si dava maggiore importanza all’attore che ad altri aspetti artistici, quale ad esempio il valore letterario dell’opera, durante il XVII secolo alcuni grandi scrittori, ivi compreso Chikamatsu Monzaemon (1653-1724), hanno abbandonato il kabuki a causa del predominio dei suoi attori e si sono dedicati al teatro delle marionette, dove il loro genio creativo poteva svilupparsi senza restrizioni di sorta.
Di conseguenza ci fu un periodo in cui le marionette furono preferite agli attori e il bunraku divenne più popolare del kabuki. Per porre rimedio a questa situazione, il kabuki ha cominciato a trarre dal bunraku la maggior parte dei suoi drammi. Così oggi più della metà delle opere classiche del kabuki, se si eccettua un gruppo di danze drammatiche, proviene dal bunraku.
Un ultimo esempio della tendenza del kabuki a riunire in sé tanti elementi diversi giunse alla fine del XIX secolo con l’introduzione in questa forma di arte di un certo realismo letterario.
Prima della nascita del kabuki, il popolo giapponese non aveva mai conosciuto un teatro così straordinario, così ricco di colore e fascino, che difficilmente altri teatri al mondo hanno forse potuto superare.
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Kabuki
Il kabuki è una delle arti drammatiche trad
izionali del Giappone. La sua origine risale alla fine del XVI secolo e, grazie ad una continua evoluzione, è giunto ora ad uno stato di perfezione classica. Sebbene non sia fiorente come una volta, il teatro kabuki conserva una grande popolarità e attira ancora un pubblico piuttosto numeroso.
Il maggior sviluppo del kabuki si ebbe durante il periodo Edo (1600-1867), quando la distinzione fra la classe dei samurai e il resto della popolazione era più rigida che in qualsiasi altro periodo della storia giapponese. L’arte del kabuki era coltivata particolarmente dai mercanti di allora, i quali erano diventati sempre più potenti economicamente, ma rimanevano socialmente inferiori, poiché non appartenevano alla classe dei nobili.Per essi il kabuki rappresentava forse un potente mezzo artistico per esprimere i loro sentimenti e le loro emozioni alla luce di queste circostanze. E’ questa la ragione per cui i temi fondamentali dei drammi erano sopratutto i conflitti esistenti tra l’umanità e il sistema feudale ed è sopratutto merito di questa componente umana dell’arte se questa forma di teatro ha guadagnato una così durevole popolarità in quel tempo e continua ad averne oggi
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