Archivio per Aprile 5, 2007
Tanka
La tanka è una poesia di 5-7-5-7-7 (31)sillabe in cui il poeta o la poetessa esprimono i proprio sentimenti.La prima raccolta di Tanka è il Man’yoshu,un’antologia dell’ottavo secolo a cui hanno fatto seguito il Koikin wakashu e lo Shin kokin wakashu.
L’abilità dell’ haijin (il poeta) sta dunque nell’esprimere le emozioni in pochi versi.
L’haiku viene definito come “un attimo che diventa verso”. Per tradizione non ha alcun titolo. Nell’ultimo verso di ogni haiku è costante la presenza di un KIGO, ossia una parola o situazione che fa riferimento a una delle quattro stagioni.
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Un pò di poesia…
L’Haiku è un componimento poetico, una brevissima poesia formata solo da tre versi. Una poesia di concentrazione. Ha caratteristiche molto precise.
Nell’Haiku classico i versi sono formati da un numero preciso di sillabe.
Il primo verso contiene cinque sillabe, il secondo sette sillabe, il terzo verso di nuovo cinque sillabe. Un totale dunque di diciassette sillabe.
All’origine i contenuti dell’Haiku erano la natura, i sentimenti e le emozioni del poeta nei confronti della natura. Ma oggi si scrivono Haiku il cui contenuto può spaziare ovunque.
Ci sono scrittori moderni, specialmente occidentali, che compongono Haiku con un numero di sillabe maggiore. La tradizione vorrebbe che non si componessero Haiku con una quantità minore di sillabe, ma noi riteniamo che si possa fare, se l’atmosfera creata dall’ Haiku è pregnante, netta, lucida, viva. Insomma, se è un bell’Haiku.
Esistono almeno due modi di scrivere Haiku che danno vita a due stili diversi.
Il primo stile è caratterizzato dal fatto che uno dei tre versi (normalmente il primo) introduce un argomento che viene ampliato e concluso negli altri due versi.
Come in questo Haiku classico di Sono Uchida
Tornata ancora
al bicchiere di sakè
la mosca annega
o come quest’altro Haiku classico di Pietro Tartamella
Fra le tegole
filari d’acqua vanno.
Alla grondaia
Il secondo stile produce Haiku che trattano due argomenti diversi messi fra loro in opposizione o in armonia. Questo secondo stile può attuarsi con due modalità: il primo verso introduce un argomento, il secondo verso lo amplia e lo approfondisce, il terzo verso produce un’opposizione di contenuto, un capovolgimento semantico che in qualche modo ha però relazione con il primo argomento. Questo sbalzo semantico può anche essere sottilissimo.
Come in questo Haiku di Jack Kerouac con quantità libera di sillabe
Mancato un calcio
allo sportello della ghiacciaia.
Si è chiuso lo stesso
O come questo Hiaku di Shiki
Tra le erbe
un fiore bianco sboccia.
Ignoto il suo nome.
Ma potrebbe anche essere che il primo verso introduce un argomento, e sono i due versi successivi che introducendo un nuovo argomento lo mettono in relazione con l’argomento trattato nel primo verso (in opposizione o in armonia).
Come questo Haiku del poeta di Basho con quantità libera di sillabe:
La voce del fagiano.
Quanta nostalgia
per mio padre e mia madre
O ancora quest’altro Haiku di Jack Kerouak con quantità libera di sillabe
Notte perfetta di luna
rovinata
da liti in famiglia
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Lingua giapponese
La lingua giapponese è formata da tre alfabeti:
- l’ hiragana (utilizzato per scrivere la pronuncia dei kanji, le desinenze dei verbi, degli aggettivi, ecc.)
- il katakana (utilizzato per scrivere le parole di origine straniera)
- i kanji (sono gli ideogrammi di origine cinese; ad ogni ideogramma corrisponde una parola)
I testi scritti in verticale si leggono dall’alto verso il basso da destra verso sinistra mentre le pagine si voltano da sinistra a destre e i testi orizzontali si leggono da sinsitra verso destra.
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